Il Dipartimento di Scienza dei Materiali dell'Università di Milano-Bicocca inaugura la prima edizione del Collaborative Research and Independence Promotion (CRIP) Prize, un programma pensato per dare spazio alle idee dei giovani ricercatori e favorire collaborazioni tra gruppi con competenze diverse nell’ambito della scienza dei materiali. La prima edizione mette in luce due progetti che testimoniano la vitalità scientifica del Dipartimento e la capacità dei nostri giovani di intraprendere percorsi di ricerca originali e ambiziosi.
Il primo gruppo premiato è composto dalla Dott.ssa Erika Ponzini, dal Dott. Artur Tuktamyshev e dalla Dott.ssa Eleonora Bonaventura, tre ricercatori con profili molto diversi ma complementari. Erika Ponzini proviene dalla biochimica ed è specializzata in fisica applicata allo studio dei fluidi biologici; Artur Tuktamyshev ha una formazione nella fisica dei semiconduttori e un’esperta padronanza delle tecniche di crescita e di caratterizzazione dei materiali; Eleonora Bonaventura è invece specializzata in spettroscopia Raman e IR applicata ai materiali funzionali. Insieme hanno scelto di affrontare una domanda tutt’altro che banale: cosa succede alla superficie delle lenti a contatto in Verofilcon A (un moderno silicone-hydrogel ad alta idratazione) durante l’uso quotidiano? La loro ipotesi è che lo strato esterno possa modificarsi durante l'uso della lente, influenzandone il comfort e le proprietà funzionali. Per esplorare questa trasformazione servono tecniche avanzate e un approccio davvero interdisciplinare, ed è proprio in questa combinazione di prospettive che il progetto trova la sua forza. Per i tre ricercatori, che prima di CRIP non avevano mai collaborato, questo lavoro rappresenta l’inizio di una possibile nuova linea di ricerca, in cui biologia e scienza dei materiali convergono per affrontare problemi concreti legati ai dispositivi medici. Per loro, CRIP è stato innanzitutto un’occasione per mettersi in gioco. Hanno deciso di mettere sul tavolo le loro competenze, provenienti da ambiti diversi, e si sono resi conto che, insieme, potevano affrontare questa domanda scientifica in modo originale e completo. Il progetto ha permesso loro di esplorare nuove sinergie e di costruire un linguaggio comune tra le discipline.
Il secondo progetto premiato vede come protagoniste la Dott.ssa Silvia Mostoni e la Dott.ssa Francesca Cova, entrambe ricercatrici ma con percorsi scientifici distinti. Silvia Mostoni, chimica di formazione, è specializzata nella sintesi di materiali inorganici e ibridi organico-inorganici mediante metodologie in fase liquida; Francesca Cova, fisica, lavora invece sulla caratterizzazione di materiali luminescenti per la rivelazione di radiazioni ionizzanti, con particolare attenzione alla comprensione dei difetti e della risposta ottica degli scintillatori. Il loro progetto nasce da una necessità riconosciuta nella comunità scientifica: migliorare le prestazioni degli scintillatori liquidi, che presentano limiti nella sensibilità ai fotoni ad alta energia, e renderli più efficienti nella rivelazione di raggi γ. Parallelamente, i recenti progressi nella sintesi e nella funzionalizzazione delle nanoparticelle di ossidi metallici hanno dimostrato che oggi è possibile controllarne le dimensioni, la morfologia e la compatibilità con le matrici organiche. La loro idea è di sviluppare nuove formulazioni arricchite con nanoparticelle di ossidi metallici ad alto numero atomico, in grado di potenziare l’efficienza di rivelazione, mantenendo trasparenza e stabilità. Inoltre, i loro scintillatori saranno caratterizzati da una buona dispersione delle nanoparticelle all’interno della matrice organica, anche a alte percentuali di materiale inorganico. Una sfida complessa che richiede sia un controllo chimico raffinato sia una conoscenza approfondita dei meccanismi di luminescenza. Per le due ricercatrici, questa è anche un’occasione per costruire una collaborazione duratura e rafforzare la propria autonomia nella progettazione e nella conduzione delle attività di ricerca. Essendo le loro competenze molto diverse ma estremamente complementari, vogliono sfruttare la forte interdisciplinarità del progetto per promuovere la collaborazione tra ambiti diversi, come i loro, e per imparare reciprocamente dall’esperienza altrui. CRIP, inoltre, permetterà loro di gestire direttamente le fasi chiave del progetto, dalla progettazione sperimentale all’interpretazione dei dati, sviluppando le loro capacità di guidare autonomamente le attività di ricerca. Inoltre, sviluppare questo progetto, centrato su tematiche strategiche a livello scientifico e internazionale, può fornire le conoscenze e le opportunità per accedere anche a finanziamenti e a reti di ricerca più ampi.
La cerimonia di premiazione della prima edizione del CRIP Prize si terrà il 13 marzo 2026 alle ore 11 nell’Aula Seminari del Dipartimento di Scienza dei Materiali (U5 – RATIO), alla presenza del Pro-Rettore alla Ricerca, Prof. Leo Ferraris. Durante l’incontro, i vincitori presenteranno nel dettaglio i loro progetti e, se disponibili, condivideranno anche i primi risultati, offrendo alla comunità dipartimentale uno sguardo diretto sulle ricerche che stanno prendendo forma. Un appuntamento che non celebra solo due progetti, ma segna l’inizio di un percorso che proseguirà nelle prossime edizioni del premio, alimentato da nuove idee e sinergie e dai talenti che stanno costruendo il futuro del Dipartimento di Scienza dei Materiali.