Mercoledì, 06 novembre 2019

"Leonardo e la Madonna Litta": un team di ricercatori al servizio dell'arte

Il 7 novembre inaugurazione della mostra al Museo Poldi Pezzoli

Ricercatori analizzano un dipinto

Leonardo e la Madonna Litta”, mostra innovativa che fa tornare a Milano dall’Ermitage di San Pietroburgo, dopo quasi trent’anni, la celebre “Madonna Litta”, si apre il 7 novembre al museo Poldi Pezzoli per le celebrazioni del 500° anniversario della morte di Leonardo. Attorno a questo capolavoro, un nucleo selezionatissimo di opere eseguite da Leonardo e dai suoi allievi più vicini, provenienti da collezioni di tutto il mondo.

Una mostra unica, caratterizzata da una dimensione multidisciplinare dell’evento che ha visto una condivisione di conoscenze, il coinvolgimento di istituzioni internazionali, la valorizzazione del rapporto tra scienza e arte. Grazie al sostegno di Fondazione Bracco, è stato possibile dar vita a un’articolata campagna di analisi diagnostiche su alcune delle opere esposte, attraverso una collaborazione tra l’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR (Isabella Castiglioni, Anna Galli e Matteo Interlenghi), l'Università degli Studi di Milano (Silvi Bruni, Dipartimento di Chimica, Marco Gargano e Letizia Bonizzoni, Dipartimento di Fisica) l'Università degli Studi di Milano-Bicocca (Marco Martini e Simone Caglio, Dipartimento di Scienza dei Materiali) e la start up DeepTrace Technologies.

Spettroscopia iperspettrale, diagnostica per immagini, radiografia, riflettografia, fotografia in luce UV, infrarosso in falso colore sono solo alcune delle analisi eseguite secondo un protocollo comune, che hanno dato vita a interessanti e inediti confronti. Dal legno utilizzato al disegno soggiacente agli strati pittorici ai pigmenti, leganti e vernici impiegati, le analisi hanno permesso di evidenziare il modus operandi degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo, a stretto contatto fra loro, a fine Quattrocento negli anni della presenza del Maestro a Milano. Gli studi scientifici hanno infatti permesso di caratterizzare il tipo di legno usato per il supporto, i materiali della preparazione di fondo, dell’imprimitura, dei pigmenti, leganti e vernici. Ma hanno anche svelato alcuni dettagli affascinanti non visibili ad occhio nudo, appartenenti ad una versione antecedente come per esempio, alcune variazioni della postura e delle posizioni delle mani o dei piedi delle Vergini o dei bambini, o degli sfondi degli ambienti interni ed esterni dipinti nelle opere, o, ancora più intriganti, le tracce delle impronte digitali dell’artista lasciate sul disegno preparatorio prima della stesura definitiva dei pigmenti.