Venerdì, 17 dicembre 2021

Mascherine chirurgiche usate: da rifiuto a risorsa

Pubblicati i risultati della ricerca su ChemSusChem

schema del riciclo di mascherine chirurgiche usate

Le mascherine chirurgiche sono dispositivi di protezione individuale essenziali per fermare la trasmissione del virus COVID-19 attraverso aerosol e goccioline. Generalmente, le maschere chirurgiche sono composte da polipropilene e/o polietilene non tessuto, che rappresentano potenziali rischi ambientali al momento del loro smaltimento. Oltre all'inquinamento terrestre, una parte considerevole delle mascherine viene erroneamente scaricata nei corpi oceanici, inquinando l'ambiente marino con microplastiche. In molti paesi, i dispositivi di protezione individuale COVID-19 non possono essere riciclati attraverso i comuni percorsi della plastica, essendo considerati un rischio biologico e devono essere smaltiti in una discarica o inceneriti.

Come risolvere il problema relativo allo smaltimento delle mascherine chirurgiche?

Un team di ricercatori del Dipartimento di Scienza dei Materiali (guidati dal Dott. Carlo Santoro, Dott.ssa Chiara Ferrara e Dott. Roberto Lorenzi), del Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente (guidato dal Dott. Luca Zoia) dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca, e del CNR - Istituto di Chimica dei Composti OrganoMetallici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ICCOM-CNR) (guidati dal Dott. Alessandro Lavacchi) ha proposto un nuovo processo per la valorizzazione delle mascherine chirurgiche usate che consiste nel trasformarle utilizzando processi di pirolisi in prodotti di valore per l'economia circolare e la produzione e l'utilizzo di idrogeno verde.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su ChemSusChem (Wiley) nell'articolo "Waste face surgical mask transformation into crude oil and nanostructured electrocatalysts for fuel cells and electrolyzers" (DOI:10.1002/cssc.202102351).

Come è possibile valorizzare le mascherine chirurgiche usate? Quali sono i prodotti?

Il processo proposto consiste in un trattamento ad alta temperatura in atmosfera inerte controllata che trasforma le mascherine chirurgiche in carbone solido e petrolio greggio - spiega Carlo Santoro. - Dopo aver aggiunto metalli di transizione a basso costo e abbondanti nella crostra terrestre, il char ottenuto è ideale per la costruzione di elettrocatalizzatori ed elettrodi per la generazione e la conversione di idrogeno verde. Inoltre, il petrolio greggio trova applicazione nell'industria petrolchimica per autotrazione, produrre elettricità e materie prime (una materia prima) per produrre plastica, altri prodotti intermedi e beni per l'utente finale. La trasformazione delle mascherine chirurgiche usate in materiali per l'economia dell'idrogeno e la sostenibilità definisce una nuova strategia per la circolarità.